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Marzo 2021

Quadro tridimensionale realizzato attraverso la sovrapposizione di plexiglass multicolor, nella tonalità del 'British green'.

L'opera rappresenta l'evoluzione del concetto evolutivo del prototipo Jaguar XJ Spider di Pininfarina disegnato nel 1978 da Emanuele Nicosia, all'epoca stilista in Pininfarina a Grugliasco.

Dimensioni cm 100x75 - Esemplare unico.

Prezzo su richiesta.

Questa l'intervista esclusiva che Nicosia concesse nel 2002 al giornalista Alberto Calliano:

Un “quadro tridimensionale” in plexiglass. Un delfino che nuota e che, nei suoi movimenti sinuosi, inizia un percorso evolutivo che lo porta a diventare un’automobile spyder, conservando tutti gli elementi tipici del suo profilo.

'L’idea per questo “quadro” - raccontava Nicosia - è scaturita un giorno nel quale osservavo il figurino della Jaguar XJS spyder prototipo, che ho disegnato nel 1978 durante la mia collaborazione con Pininfarina. Un lavoro in controtendenza totale che, pur nascendo in un grande momento delle linee diritte e degli spigoli, evidenzia superfici costantemente arrotondate che antepongono alla rigidità geometrica calcolata l’emozione dell’oggetto che nasce dall’intuizione, dall’emozione. E, come  tale, si pone al di fuori di tutti i condizionamenti di tendenza, che spesso nascono sotto il vessillo della libertà ma poi finiscono per creare vere e proprie gabbie'. 'Facendo scorrere lo sguardo sul profilo della vettura ho immaginato di accarezzare un delfino:  la carrozzeria esprime in qualche modo la morbidezza e l’essenzialità di questo splendido animale, fino a richiamarne l’immagine di potenza, agilità e leggerezza, pur a fronte di una lunghezza effettiva di circa 5 metri. Inoltre, evoca una forte sensazione di libertà, proprio come le sinuose evoluzioni dei delfini nell'acqua; e sa trasmettere la morbidezza di una vibrazione calda, quasi umana'.

Dunque, con questa vettura è scaturito un rapporto fortemente emozionale che Nicosia ha voluto sintetizzare ed enfatizzare con il  "quadro tridimensionale" concepito. L’opera è realizzata con vari strati di plexiglass colorato trasparente. Si parte in alto con il delfino; poi, elemento dopo elemento, il colore cambia e la forma si trasforma nelle linee di carrozzeria della XJS. E, sin dal primo impatto visivo, non c’è forzatura di alcun tipo,  ma solo una suggestiva evoluzione che gradualmente porta al figurino originale del 1978.   'Anche l'utilizzo del plexiglass - conclude Nicosia -  vuole essere il trait d'union tra la natura e il design, tra la natura e l'arte: in questo caso ho sentito molto il design come arte vera, demandando alle trasparenze e ai colori di questo materiale il compito di aiutare l’osservatore a guardare oltre ogni stadio evolutivo raffigurato'.

 

 

A completamento della storia del prototipo, abbiamo il piacere di riportare l'articolo apparso sul sito www.autostories.it nel 2018 in occasione del quarantennale del prototipo stesso.

''Quando la E-type uscì di produzione, nacque da subito per Jaguar la necessità di trovare un modello che potesse seguire le orme di quella che era stata, e lo è tutt’oggi, una delle automobili più belle di sempre.

Un’impresa ardua ed un progetto, quello della F-Type, che sarebbe arrivato a compimento, senza tuttavia replicare il successo dell’iconica E-type, soltanto 36 anni dopo, passando attraverso vari tentativi, alcuni trasformatisi in nuovi modelli, altri rimasti pure e semplici concept car. E tra queste la XJ Spider di Pininfarina.
L’auto che, per prima, fu lanciata per ripercorrere la strada della E-type fu la XJ-S che venne presentata nello stesso 1975. Molte le critiche per il suo stile, ma anche per la decisione di utilizzare un motore V12 nel bel mezzo della crisi petrolifera. Tre anni dopo il lancio della tanto bistrattata XJ-S, Pininfarina volle creare una sua interpretazione dell’auto che avrebbe dovuto prendere il posto della E-type. La richiesta fu accolta da Jaguar che gli fornì uno degli esemplari utilizzati per lo sviluppo della XJ-S
Con le fondamenta dell’auto già disponibili, il trio di designer Leonardo Fioravanti, Sergio Pininfarina e Renzo Carli si dedicò a progettare la nuova carrozzeria. Tornarono al frontale ovale della E-type e lasciarono le linee sobrie della XJ-S in favore delle curve più morbide dell'originale. I tre, poi, dotarono l’auto di un ampio bagagliaio per esaltare le sue potenzialità da granturismo, e portò ad un profilo laterale che ricordava la Corvette, forse intenzionalmente per conquistare il mercato americano.
Il motore 5.3 litri V12 della XJ-S erogava 284Cv ed era accoppiato ad un cambio 5 marce. Nonostante condividesse lo stesso telaio, la XJ Spider Pininfarina era più corta, più larga e con un assetto più basso della XJ-S, il che le conferiva un aspetto molto più sportivo. Venne adottato un tetto apribile, anticipando la versione Cabrio della XJ-S che sarebbe stata presentata soltanto cinque anni più tardi, e gruppi ottici anteriori a scomparsa, oltre ad alcuni interessanti strumentazioni all’interno.
La XJ Spider fece il suo debutto al Salone di Birmingham del 1978. La reazione positiva della stampa e del pubblico spinse Jaguar a sviluppare una serie di prototipi che diventarono i progetti in codice XJ41 (coupé/cabrio) e XJ42 (convertibile). Queste auto sperimentali fecero propri alcuni spunti stilistici della concept di Pininfarina; fu risolta anche la parte posteriore troppo simile alla Corvette e furono sostituiti i fari quadrati a scomparsa con quelli ovali, soluzione poi adottata sulla XJ220. Il nuovo modello avrebbe dovuto chiamarsi F-Type ed inserirsi nella gamma Jaguar tra la XJ40 e la XJ-S.
Il progetto F-Type iniziò nel 1980, ma a causa della crisi e del mercato, quando nel 1987 Ford acquistò Jaguar constatò che quel progetto non era stato ancora completato. Così il progetto fu messo da parte, anche se il suo processo di sviluppo non andò perso del tutto. Ford, avendo acquisito anche l’Aston Martin, per tagliare i costi aveva bisogno di sfruttare le tecnologie esistenti, per mettere a punto la nuova DB7 andò a rovistare nel magazzino di Browns Lane. Infatti, alcune delle soluzioni studiate per i progetti XJ41 e 42 furono adottate sulla nuova Aston Martin.
Probabilmente con uno stile un po’ troppo americano per essere una Jaguar, la XJ Spider è stata la concept che più delle altre ha ispirato un’auto che fosse veramente l’erede della E-type. Ian Callum, sin dal suo insediamento come Design Director, riprese il progetto F-Type per portarlo a termine. Una concept F-Type roadster venne presentata all’inizio degli anni Duemila, disegnata da Keith Halfeth, lo stesso della XJ220. Ma rimase anch’essa nei cassetti di Jaguar. Nel 2013, finalmente, la F-Type è divenuta un’auto di produzione di serie, che non può essere però considerata, neanche alla lontana, l’erede della E-type che, come giusto che sia, rimane unica, irripetibile, un’icone del suo tempo e della storia dell’automobilismo.''

fonte: https://www.autostories.it/blog/142-jaguar-pininfarina-concept